Bcc Valmarecchia: una banca che fin dalla sua origine si è identificata integralmente con un territorio, la Valmarecchia, ove è nata, cresciuta e consolidata. Questa è la realtà della Bcc Valmarecchia oggi, come cent’anni fa.
Bcc Valmarecchia: una banca che fin dalla sua origine si è identificata integralmente con un territorio, la Valmarecchia, ove è nata, cresciuta e consolidata. Questa è la realtà della Bcc Valmarecchia oggi, come cent’anni fa.
STORIA DELLA BCC VALMARECCHIA
Nel decennio 1904-1914 si verifica nella Diocesi di Rimini, come altrove in Romagna, la nascita di numerose Casse Rurali, alcune destinate a vita breve, altre a ben più lunga durata, come la nostra Cassa. La “Cassa Rurale di prestiti e risparmi di Vergiano, Spadarolo e San Lorenzo a Monte, con sede in Vergiano – Società cooperativa in nome collettivo” , fu costituita il 27 ottobre 1906, sabato, nella casa parrocchiale adiacente alla chiesa di Vergiano, nelle prime colline del Riminese. Alla presenza del notaio Camillo Ferri di Rimini e di due testimoni, si riunirono i sedici soci fondatori. Tra essi il parroco Don Natale Villa, a cui venne dato il primo incarico di segretario-cassiere, unico “impiegato” sia pur in forma volontaria e senza stipendio.
Il 2 agosto 1914 nasce la Cassa Rurale delle parrocchie di San Paolo e Santa Cristina, nell’entroterra riminese: anche questa per iniziativa di due parroci, don Fonti e Don Della Biancia, con altri 10 soci. Questa nel secondo dopoguerra prese sede in località Corpolò, per iniziativa del Rag. Tullio Storoni . Era il 1956, in breve la Cassa seppe raccogliere unanimi consensi e trovare la via per un rapido sviluppo della propria attività e di tutta la zona in cui operava. Alla fine del 1972 il Consiglio di Amministrazione della Cassa Rurale di Vergiano prospettò ai suoi soci l’opportunità di una fusione con la limitrofa Cassa Rurale di Corpolò; quest’ultima aveva avuto modo di affermarsi dopo una serie di vicissitudini in parte analoghe a quelle della Cassa Rurale di Vergiano. L’assemblea delle due casse rurali approvava nel 1972 la fusione delle due dando vita ad una nuova Cassa Rurale ed Artigiana, denominata “Valmarecchia”: essa amministrava inizialmente una massa fiduciaria di oltre un miliardo e mezzo di lire e si riproponeva di portare avanti il discorso aperto oltre mezzo secolo prima dai fondatori delle due Casse.
Infine, nel luglio 1977 l’incorporazione della consorella di Villa Verucchio, fondata nel 1963 ma in seguito ad una serie di eventi sfortunati spinta alla fusione anche su consiglio della Banca d’Italia. Lo spirito di collaborazione e la solidarietà delle altre Casse scattò tempestivamente, permettendo così di realizzare una simbiosi fra le tre consorelle, che giovò senz’altro all’economia di tutta la Valmarecchia. ,
Una storia che si intreccia unitariamente con lo sviluppo di questa stupenda Valle , nell'immediato entroterra della più importante e conosciuta area turistica italiana.
Un modello di banca che non può essere paragonato a nessun altro, innanzitutto perchè al centro dei suoi interessi non vi è il capitale o un potere politico ed economico, ma uomini e donne che lavorano e operano alacremente nelle difficoltà della vita quotidiana. Persone che, fin dal momento della sua costituzione, hanno utilizzato la “Cassa Rurale” non solo per interessi diretti, ma come uno strumento essenziale per il bene della loro comunità, attraverso lo sviluppo e la crescita economica e sociale di un intero territorio.
Bcc Valmarecchia: una banca che fin dalla sua origine si è identificata integralmente con un territorio, la Valmarecchia, ove è nata, cresciuta e consolidata. Questa è la realtà della Bcc Valmarecchia oggi, come cent’anni fa.
Una storia che si intreccia unitariamente con lo sviluppo di questa stupenda Valle , nell'immediato entroterra della più importante e conosciuta area turistica italiana.
Un modello di banca che non può essere paragonato a nessun altro, innanzitutto perchè al centro dei suoi interessi non vi è il capitale o un potere politico ed economico, ma uomini e donne che lavorano e operano alacremente nelle difficoltà della vita quotidiana. Persone che, fin dal momento della sua costituzione, hanno utilizzato la “Cassa Rurale” non solo per interessi diretti, ma come uno strumento essenziale per il bene della loro comunità, attraverso lo sviluppo e la crescita economica e sociale di un intero territorio.
Ecco perchè i valori etici e morali espressi dai soci fondatori nel lontano 1906, sono per tutti noi ancora profondamente attuali e fonte di insegnamento. In una società ormai globalizzata, fornire il proprio impegno per esaltare i principi come la solidarietà per i più deboli o la mutualità nella distribuzione dei risultati economici, è un grande segno di “discontinuità” rispetto alla cultura dominante. La BCC Valmarecchia racchiude in sè ancora oggi questi irrinunciabili valori e perciò va difesa e tutelata.
La mission della Bcc Valmarecchia è formulata dall'art.2 "Principi Ispiratori" dello Statuto Sociale:
"Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera. La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune. E’ altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo e a rendere effettivi forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico tra i soci".
La Bcc Valmarecchia è quindi una banca: Mutualistica: in quanto società cooperativa che eroga il credito prevalentemente ai soci. Non persegue scopi di profitto bensì obiettivi di utilità sociale.
Solidale: in quanto società di persone e non di capitali che promuove l'aiuto reciproco dei soci e facilità l'accesso al credito delle fasce più deboli.
Locale: poiché gioca un ruolo fondamentale nel soddisfare le necessità finanziarie delle famiglie e delle imprese che risiedono e operano nel territorio di competenza.
Appartenente ad un Sistema: in quanto inserita nel più ampio contesto di un sistema denominato "Credito Cooperativo".
Al melograno, una poesia di Gianni D'Elia, tra i massimi poeti italiani contemporanei, descrive con linguaggio lieve ed evocativo il simbolo del credito cooperativo.